Glauco forma con Gaetano una delle coppie più vivaci del romanzo. I due gatti randagi portano una voce corale, romanesca, concreta, spesso comica, che bilancia la riflessione più ampia di Alfred e la sapienza di Ernesto. Glauco è impulsivo, schietto, affamato, a volte spaccone. Interrompe i momenti più poetici con la richiesta di tornare a mangiare, commenta le situazioni senza filtri e rende la strada un luogo non astratto, ma quotidiano.
La sua funzione narrativa è importante perché impedisce al romanzo di diventare troppo solenne. Alfred può innamorarsi, Matteo può raccontare la guerra, Ernesto può spiegare la storia delle vie romane, ma Glauco ricorda che la vita passa anche dal corpo: fame, stanchezza, caldo, pericolo, voglia di riparo. Questa concretezza non è banalità. È il modo in cui un gatto randagio misura il mondo. Ogni luogo è anche una possibilità di cibo, una minaccia, un'occasione, un territorio.
Glauco appare spesso come compagno di Gaetano, ma ha una sua energia precisa. È più rumoroso, più teatrale, più incline alla battuta. Quando Alfred parla di Agata, Glauco partecipa alla curiosità del gruppo; quando la gatta esce finalmente dal negozio, la accoglie con stupore e ironia; quando il gruppo arriva a Villa Borghese, è lui a rompere l'incanto chiedendo di tornare perché ha fame. In quel momento rovina, almeno agli occhi di Alfred, un'atmosfera quasi romantica. Ma il romanzo gli dà ragione a modo suo: nessuna estasi cancella del tutto i bisogni primari.
Attraverso Glauco emerge anche il tema della fortuna. Lui e Gaetano non hanno un padrone come Federico, né un Tom Smith, né una Rachele. Eppure non sono rappresentati come creature soltanto infelici. Hanno amicizie, abitudini, una conoscenza pratica della città, una libertà piena di rischi ma reale. Quando Glauco nota quanto Alfred sia fortunato ad avere padroni che lo aspettano e si preoccupano per lui, il lettore sente tutto il contrasto tra casa e strada.
Glauco appartiene al coro dei personaggi che fanno crescere Agata. Per una gatta protetta, incontrare un gatto come lui significa scoprire che il mondo non è solo salotto, cuscino, vetrina e pedigree. Esistono creature che vivono senza garanzie e proprio per questo hanno imparato un'altra sapienza. Glauco non fa discorsi teorici, ma la sua presenza insegna. Dice che la libertà è desiderabile, ma va conosciuta nella sua interezza: bellezza, fame, rischio, amicizia, fatica. In questa verità semplice sta la sua forza.
